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Il vino di una notte

Quando si parla di vino di una notte s’intende il Valtènesi Chiaretto, vino del Lago di Garda prodotto dalla vinificazione in rosato del vitigno autoctono Groppello. 

L’origine del vino di una notte

L’origine di questo vino la si deve al senatore veneziano Pompeo Molmenti, appassionato di viticoltura e ex sindaco di Moniga del Garda, che nel 1896 decise di inventare un nuovo vino: il Chiaretto Valtènesi, il vino di una notte.  

La terminologia “vino di una notte” la si deve al procedimento di vinificazione ideato da Molmenti. Una precisa tecnica di vinificazione, chiamata “vinificazione con svinatura per alzata di cappello”, che consiste nel pigiare delicatamente le uve e lasciarle assieme alle bucce per poche ore (all’incirca una notte, da qui la terminologia “vino di una notte”) per ottenere la famosa colorazione rosa tenue

Alla base del Chiaretto risiede il Groppello, il vitigno più tipico della sponda bresciana del Lago di Garda che si trova praticamente solo nella zona della Valtènesi. Si tratta di un vitigno autoctono, e la sua tipologia più diffusa è quella del Groppello Gentile.

Le fasi della vinificazione in rosa 

La fase preparatoria del mosto, in un vino rosa, è identica a quella della vinificazione in rosso. L'uva raccolta viene diraspata e pigiata prestando particolare allo schiacciamento degli acini: una loro, eventuale, rottura potrebbe provocare la fuoriuscita del tannino, poco adatto a questo tipo di vino.

La durata della macerazione è il pilastro del “vino di una notte”. Solitamente, in un vino rosso, le vinacce stanno a contatto con il mosto per una o due settimane, ma nel Valtènesi questo periodo si riduce a poche ore, parliamo, appunto, di una notte. (in altri rosati, ad esempio quelli del sud anche fino a un massimo di due giorni). A seconda della durata della macerazione, si potranno ottenere intensità diverse, dal rosa pallido fino al rosa molto intenso, tanto da ricordare un rosso chiaro (colorazione tipica dei rosati del Sud).

Separato il mosto dalle vinacce, la fermentazione del mosto avviene in contenitori in acciaio, vetroresina, raramente in legno o in anfora come nel caso del Chiaretto Le Sincette. Una volta svinato, il vino è pronto per essere messo in vendita e bevuto: la nuova annata, solitamente viene presentata a febbraio con l’evento Anteprima del Valtènesi.

Si ottiene così un vino sapido e fragrante in gioventù, fresco nelle sue note fruttate, ma che in pochi anni guadagna armonia, eleganza e complessità. Ideale per accompagnare la pizza, aperitivi a base di frittura o piatti di pesce.

Il vino rosa della Valtènesi è frutto del perfetto connubio del microclima unico del Lago di Garda  con il vitigno autoctono Groppello. In questo senso, un altro ottimo esempio è il Chiaretto di Tenute del Garda che puoi trovare nel nostro shop. 

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Tre bottiglie di vino rosa italiano, di famiglie italiane, accuratamente selezionate tra le cantine che abbiamo visitato.

Questo è il Box Rosa di Amantidivino, un concentrato di appartenenza, tradizione e condivisione. Il Box di “partenza” è composto da una bottiglia di Riviera del Garda Classico Dop dell’azienda Tenute del Garda, da una bottiglia di Chiaretto Valtènesi Biodinamico dell’azienda Le Sincette e da un Sangiovese Rosato Igt Biologico dell’azienda Borgo Condè Wine.

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