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Un fine settimana a Poggio dei Gorleri

Vi raccontiamo i nostri tre giorni in Liguria nel Wine Resort di “Poggio dei Gorleri”. Un’azienda prossima a diventare “maggiorenne” che produce dei bianchi davvero eccezionali in un contesto incantevole e davvero accogliente!

La patria della viticoltura eroica

Ci troviamo a Diano Marina, in provincia di Imperia. Un posto meraviglioso affacciato a strapiombo sul Mediterraneo. Già lungo il tragitto in auto, ci appare questa vista mozzafiato, tipica della Liguria: alla vista del mare si contrappongono le alte montagne che circondano il versante.

Ecco che, allora, in questo contesto suggestivo dove la natura primeggia sull’uomo, non si può che parlare di viticoltura eroica . Il territorio impervio, i terrazzamenti, la forte insolazione e la carenza di piogge, specialmente all’estremo ponente, rappresentano le note distintive della viticoltura in provincia di Imperia.

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I vini Poggio dei Gorleri sono ottenuti esclusivamente dai 10 ettari di vigneti di proprietà situati nelle zone di Diano Marina, Andora, Albenga, Pieve di Teco.

Le vigne della cantina, come detto, sorgono su terreni collinari ricchi di argilla e ferro, con buona ritenzione idrica, indispensabile per produrre uve di qualità e con sostanziali differenze.

I vigneti hanno una vita che varia da 10 ai 30 anni e sono prevalentemente formati da uve Vermentino e Pigato, tipiche della zona. Inoltre, però, Poggio dei Gorleri produce anche Granaccia (vecchio vitigno autoctono riscoperto) e Dolcetto da Ormeasco.

Un’azienda giovane, ma di personalità

L’azienda nasce nel 2003 dalla grande passione per i vini della Famiglia Merano, con lo scopo di creare una cantina giovane, innovativa, pur mantenendo il carattere tradizionale e deciso tipico della Liguria.

A seguirci con grande premura nella nostra tre giorni è Davide, uno dei due fratelli (l’altro è Matteo) che si occupano della gestione dell’azienda.

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La filosofia dell’azienda prevede di vinificare i grandi classici della viticoltura ligure in chiave moderna abbracciando un’agricoltura ecosostenibile:

Gestione attenta e curata in vigna: uso di concimi biologici, il diserbo è meccanico

– Una vinificazione il più rispettosa possibile della varietà del vitigno: modalità di conservazione particolari e lungimiranti, come l’acacia, o ancora l’utilizzo di un’innovativa pressa che opera in ambiente saturo con recupero dell’anidride carbonica di fermentazione.

– Evitando il più possibile l’utilizzo di prodotti chimici sia in cantina sia in vigna: utilizzo di lieviti indigeni.

Passione per la viticoltura, ma non solo: grande passione per il territorio e la sua storia. Questo grande attaccamento lo si percepisce in maniera significativa nelle parole di Giampiero papà di Davide, grande appassionato della tradizione territoriale.

In ogni bottiglia propostaci esiste un richiamo storico: su “Albium” è replicato il simbolo di Cristo XP presente sulla cupola del Battistero di Albenga mentre, per contrasto, sul rosso “Shalok“,  è presente la scimitarra, tipica della tradizione araba.

O ancora sulla storia del vitigno Granaccia, riscoperto nei giardini di una monastero a Loano: il vitigno veniva utilizzato, soprattutto, da nobili e preti, in quanto produceva gran qualità, ma pochissima quantità; all’epoca un limite troppo grande per i contadini.

Insomma, a Poggio dei Gorleri il vino non è solo un prodotto da gustare e assaporare, ma da conoscere e capire attraverso la storia, la tradizione e gli usi del territorio ligure, reinterpreti in chiave moderna e dinamica dalla famiglia Merano.

I vitigni d’eccellenza: Pigato e Vermentino

Il nome Pigato deriva dal dialetto “Pigau” ed ha un duplice significato: picchiettato oppure aromatizzato con la pece. Secondo la tradizione è originario della Tessaglia ed è arrivato in Liguria intorno al 1600.La piana di Albenga è il territorio d’origine. Ha un grappolo compatto, con l’acino a sfera e la buccia puntinata, di medio spessore, dorata-ambrata. Ha una buona produttività, abbondante e costante.Si presenta giallo paglierino con riflessi verdognoli, con sentori fruttati, floreali e d’erbe aromatiche. In bocca è sapido, fresco, morbido, di buona persistenza aromatica  con potenzialità d’evoluzione.

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Foto di: Le Donne del Vino

Il Vermentino, invece, venne importato dalla Spagna nel 1390, passando prima per la Corsica. L’acino è a sfera con la buccia gialla. Ha una buona resistenza agli agenti esterni e la sua produttività è buona.Il colore è giallo paglierino, più intenso del Pigato, con riflessi verdognoli. E’ fruttato, vegetale, fresco, sapido e morbido, con una discreta struttura.

E’ il vitigno più diffuso in Liguria, pur essendo meno conosciuto del Pigato.La differenza principale tra le due uve è al momento della maturazione dei grappoli e di conseguenza dal colore dell’acino.

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Foto di: Olio e Vino

Nel calice, la differenza tra i due, è che il Pigato è forse più grezzo, più adatto ad affinarsi, meno lineare.  Il Vermentino, invece, è decisamente più elegante, delicato e profumato.

Entrambi, però, ognuno con la propria personalità, sono davvero notevoli e quelli di Poggio dei Gorleri ne rappresentano la massima espressione qualitativa.

La degustazione

Nella nostra tre giorni abbiamo assaggiato il top dei vini dell’azienda. Un poker notevole e di personalità che rispecchia a pieno la cantina e la filosofia aziendale. Molto particolari e curiosi i nomi dei vini

Pigato Cycnus – Annata 2019, 13,5% vol 

100%  Pigato

            Fermentazione alcolica svolta in botti d’acciaio a temperatura controllata. Affinamento in acciaio per circa 8 mesi

Cycnus è il dio dei Liguri e da qui il nome al vino. Questa componente diVino, in effetti, si riscontra anche nel bicchiere.  La morbidezza e le infinite note aromatiche non sembrano essere di questo mondo: frutta, agrumi, fiori bianchi…sapidità, acidità, persistenza. Insomma, il meglio che si possa chiedere ad un vino bianco…

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Vermentino Vigna Sorì – Annata 2019, 13,5%vol

100%  Vermentino

Fermentazione alcolica svolta in botti d’acciaio a temperatura controllata. Affinamento in acciaio per circa 8 mesi.

Prodotto da un cru di Vermentino situato in località Sorì, questo vino rappresenta il marchio di fabbrica della cantina. 

Un vino minerale, sapido e incredibilmente fresco. All’olfatto presenta un ricco bouquet di agrumi e fiori che s’intersecano a ricordi marini. La persistenza è infinita…

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Pigato Albium – Annata 2017 e 2013, 13,5% vol.

            100%             

Fermentazione alcolica svolta in acciaio a contatto con le bucce per 3 giorni. Affinamento: 12 mesi in acciaio e 12 mesi in bottiglia.

 

Albium è vecchio nome latino della piana di Albenga, patria del Pigato.

Il vino viene fatto fermentare come se fosse  un vino rosso, ma con un’interruzione più o meno dopo la metà. Questo rende il prodotto molto complesso e dinamico. Si presta sia ad un beva giovane che ad un lungo invecchiamento.

Nell’annata 2017 si presenta morbido, armonico ed equilibrato, ricco di sentori di frutta e agrumi.

Nella 2013 esce maggiormente la minerale, frutto del terreno calcareo-argilloso.

Riviera Ligure di Ponente Shalok – Annata 2017, 14,5% vol.

100% Granaccia/alicante

Fermentazione alcolica svolta in acciaio a contatto con le bucce per 20 giorni. 12 mesi in tonneau di Rovere Francese e 12 mesi in bottiglia. 

Il nome deriva dal vento di scirocco che dall’Oriente (terra natia degli arabi che nella terza generazione conquistarono il territorio ligure) spirava fino in Liguria. 

Questo rosso si contraddistingue per un ottimo tenore zuccherino e da buona acidità, la quale contribuisce ad esaltarne i profumi e gli aromi primari e secondari.

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Per noi è stata una tre giorni indimenticabile e non solo per i grandi vini che abbiamo bevuto (testimonianza di come passione e competenza facciano sempre la differenza), ma anche per la grandiosa ospitalità che abbiamo ricevuto e che non può che far dirci… A Poggio dei Gorleri, ci ritorneremo assolutamente!

Informazioni utili

  • Luogo: Diano Marina (IM)
  • Tipologia vini: Vermentino – Pigato
  • Visita e Degustazione: solo su prenotazione
  • Shop: all’interno del Resort

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