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Week-end a Borgo Condè: vino, lavanda e tanto relax.

Borgo Condè un’ottima scelta per un week-end in cantina.

La prima cosa che ti colpisce quando arrivi a Borgo Condè è l’impressione di essere all’interno di un bellissimo libro illustrato. Intorno trovi colori pastello magnifici, una calma sublime e tante chiazze viola chiaro.

Lavanda, lavanda ovunque.

borgo_condè_tramonto

Tanta lavanda che inizi a credere che sia lì per accogliere tutte le api del mondo, ma poi ti abitui e il suo dolce profumo invade le tue narici.
Siamo in Emilia Romagna, tra le splendide colline di Forlì a pochi km da Predappio.

Man mano che passavano le ore iniziavo ad avvertire una strana sensazione perché non riuscivo a richiamare alla memoria nessun altro posto che mi facesse sentire come mi sentivo a Borgo Condé, non riuscivo a capire per quale motivo mi sentivo così libera ed esposta, ma lo avrei capito presto.

Il primo vino che ci accoglie è il Condé Rosé, rosato ottenuto da vigneti di San Giovese.

La bottiglia è elegantissima e sembra sussurrare “bevimi”, si sentono fin dal primo sorso le note floreali e fruttate con una spiccata acidità.

Un post condiviso da Christian Forgione (@gione1978) in data:

Approfondiamo la conoscenza di questo posto e dei suoi vini il giorno successivo grazie a una visita guidata alla cantina con il proprietario, Francesco Condelli.
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Visita in cantina con degustazione a Borgo Condè

La tenuta Condé nasce nel 2001 quando Francesco decide di dedicarsi alla sua passione: la viticoltura.

In quell’anno sceglie infatti di legare la propria vita e la propria attività lavorativa al generoso territorio di Predappio desideroso di rilanciare la produzione di un autentico San Giovese di Predappio.

La prima cosa che ci racconta è la scelta di costruire un luogo libero da qualsivoglia campo magnetico. Tutte le utenze vengono infatti distribuite sotto terra grazie a un tunnel costruito nove metri sotto terra che rilancia lo sguardo verso un cielo libero da ogni tipo di cavo.
Da qui il mio senso di libertà di cui parlavo all’inizio dell’articolo.

Siamo così abituati ad avere qualcosa tra il nostro sguardo e il cielo che quando siamo liberi su una collina quasi fiabesca cogliamo immediatamente il senso di esposizione, ed è bellissimo.

Oltre a questa innovazione, Francesco ci spiega inoltre che, esportando molto all’estero, ogni bottiglia avrà presto un QR Code che permetterà, attraverso la scannerizzazione con il cellulare, di sapere da quale vigneto il vino è stato prodotto.

Nel futuro, la vendita o il prezzo del vino non potrà basarsi solo esclusivamente sul brand, secondo la sua visione il consumatore nei prossimi anni vorrà avere una scheda del vino che spieghi esattamente come è stato lavorato, come è stato prodotto ed in particolare quali sono stati i processi che hanno portato alla trasformazione dell’uva in vino.

Tutti i dettagli di questo ed altri passaggi li puoi trovare raccontati dalla sua voce nei video sul nostro canale YouTube-AmantidiVino.

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Diventerà importantissimo sapere quali trattamenti, quali veleni sono stai usati perché la salute nel futuro del prodotto che si consuma sarà prioritaria al gusto.

Con la degustazione, oltre al Condé Rosé di cui accennavo qualcosa prima, abbiamo potuto apprezzare il Condé San Giovese di Romagna Superiore e il Condé Predappio San Giovese.

Il primo è un rosso aromatico e intenso, in cui alla ricca struttura tannica si unisce una beva fresca ed elegante.

Nel secondo invece esplodono tannini potenti e succulenti, il frutto è sorretto da una forte vena acida e da una fresca mineralità.

Le caratteristiche di questi vini derivano da una grande complessità e varietà geologica dei terreni: si trovano tessiture franco argillo limosi e argillosi con un elevato contenuto di calcare.

La conformazione non uniforme determina delle zone particolarmente adatte a specifici vitigni:
i suoli più asciutti risultano ottimali per la coltivazione del San Giovese mentre nei terreni più freschi e profondi, caratterizzati da argilla e calcare, viene impiantato il Merlot.

Merita un accenno particolare il vino Raggio Brusa San Giovese Cru. Il nome deriva dall’esposizione mattutina della vigna, “il raggio che brucia”.
Presenta un colore rubino intenso, al naso coinvolge l’intensità del frutto con note di mora e ciliegia. La bocca è potente e croccante con sanniti fitti e chiude in sapidità e persistenza.
Un vino magnifico.
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Durante la visita scopriamo che la passione trasmessaci da Francesco è tramandata anche a sua figlia, Chiara Condello, sta studiando enologia ed è già partita con una sua linea di vini.

Non abbiamo avuto il piacere di assaggiarli ma trovate le nostre considerazioni su questo e altro su IGTV di @amantidivino! Iscriviti ai nostri canali e non perdere tutti i nostri commenti e le nostre sensazioni!

Guarda la playlist Youtube dedicata a Borgo Condè e rivivi con noi le emozioni del fantastico week-end in cantina.

 

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