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Soave, i 33 cru diventano “comunitari”

L’Unione Europea ha riconosciuto ufficialmente i 33 cru del Soave. I disciplinari del Soave DOC, del Soave Superiore DOCG e del Recioto di Soave DOCG sono stati modificati dalla Gazzetta Europea, la quale ha reso definitiva l’apposizione in etichetta dei nomi delle Unità Geografiche Aggiuntive. 28 cru si trovano nella zona classica, 2 nella zona vulcanica di Roncà e 3 nelle colline calcaree della Val d’Illasi e di Mezzane.

33 cru riconosciuti, 23 già in etichetta

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Immagine di: winesurf

Il vino è il risultato dell’interazione della pianta con il suo ambiente e il vitigno è un’entità genetica unica. Nel territorio di Soave oltre 15 anni di ricerca dei suoli, di clima, di vinificazione e di storicità, hanno portato alla definizione di 33 unità geografiche aggiuntive (U.G.A.). Ciascuna unità geografica porta con sé delle caratteristiche uniche che si ritrovano nel bicchiere e nella propria importanza storica.  

Per questo motivo il riconoscimento da parte della comunità Europa dei 33 cru è un risultato storico, frutto di un percorso iniziato molti anni anni fa con un attento lavoro cartografico che poi è sfociato nella zonazione e quindi nello studio dei suoli. Un lavoro che ha permesso di definire i cru sia in base alle loro caratteristiche pedoclimatiche ma anche in base alla storia di ognuno di essi. 

Le unità geografiche possono già essere immesse sul mercato con la vendemmia 2019 e quindi presto anche sulle tavole dei consumatori, i quali potranno sapere da quale zona o vigna storica del Soave viene quel vino.

Sono 23 le Unità Geografiche Aggiuntive (su 270 ettari di denominazione) rivendicate per la vendemmia 2019: Broia, Brognoligo, Carbonare, Castellaro, Castelcerino, Colombara, Costalunga, Coste, Costeggiola, Fittà, Foscarino, Froscà, Menini, Monte Grande, Pigno, Pressoni, Sengialta, Tenda, Volpare, Zoppega, Duello, Paradiso, Roncà – Monte Calvarina.

Un’area geologica ad alta vocazione vinicola

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Immagine di: hostaria-verona

L’area storica di Soave, nota come Soave Classico, è costituita da una serie di colline e valli formate da una trasformazione geologica iniziata oltre 90 milioni di anni fa. In questa zona si estendono sia colline vulcaniche e calcaree che pianure vulcaniche e calcaree.

I terreni vulcanici si trovano nella zona centrale ad est della Lessinia, dove c’era un’intensa attività vulcanica. Qui i terreni sono abbastanza evoluti e il livello di PH è neutro; questo consente la produzione di vini fragranti, freschi e generalmente più complessi, ma sempre molto ben bilanciati. 

I terreni calcarei sono, invece, stratificati sulle colline nella zona occidentale della denominazione. Alcuni dei vini Soave più eleganti provengono da questa zona: la presenza di alti livelli di norisoprenoidi e di terpeni dona ai vini una particolare complessità aromatica (note di frutta matura ed esotica, aromi floreali e agrumati).

La pianura di origine vulcanica si trova principalmente nella Valle di Monteforte che rappresenta una delle zone più fertili del Soave. Le altitudini variano da 30 a 100 metri sul livello del mare. I terreni sono argillosi e questo permette una maggior resistenza alla siccità grazie alla permeabilità, con il risultato di vini con più consistenza nelle annate. I terreni profondi conferiscono elevata acidità, per vini particolarmente freschi ed equilibrati con aromi persistenti.

La pianura calcarea  è il frutto dei depositi portati a valle come effetto di intense precipitazioni che hanno provocato alluvioni e piene dei torrenti locali della Val d’Alpone e nelle colline pedemontane del veronese. La consistenza è in gran parte fine, anche se nelle zone dei torrenti, può diventare abbastanza sabbiosa e rocciosa. Questo è il tipo di terreno più frequente nelle pianure del Soave e di Colognola. I vini mostrano finezza aromatica, con un’intensità e una elevata persistenza.

Le uve e i vini

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Immagine di: carpe vinum


I vini del Soave sono prodotti principalmente dall’uva Garganega. Il disciplinare prevede uve Garganega per almeno il 70%, e per il rimanente da uve dei vitigni Trebbiano di Soave (nostrano), o Chardonnay

La Garganega, una delle varietà più antiche d’Italia, è coltivata nelle colline del Soave da almeno un millennio. I vigneti si estendono dal Lago di Garda sino ai Colli Euganei (qui il nostro approfondimento sui Colli Euganei), ma l’uva ha la sua migliore espressione a Soave. La particolarità del Soave è che cambia aromi e sapori a seconda del tipo di suolo in cui cresce. Un Soave proveniente dal suolo basaltico può risultare complesso e minerale, mentre un Soave proveniente da terreni calcarei è fine con note di fiore bianco, albicocca, mela dolce e agrumi. Nota comune: il finale leggermente ammandorlato

Il Trebbiano di Soave è una varietà delicata a bassa resa. Oggi il Trebbiano rappresenta solo una piccola percentuale dei vigneti piantati nel Soave Classico. I grappoli di Trebbiano di Soave sono piccoli e maturano prima della Garganega, che viene raccolta a ottobre. La sua alta componente di acido malico insieme alla freschezza che lo contraddistingue, consente un uvaggio equilibrato.

L’unione tra Garganega e Trebbiano dà vita al “Soave”, il quale si suddivide in quattro diverse denominazioni:

Vini Soave Doc

Il Soave Doc è un bianco non molto complesso, ma caratterizzato da una spiccata fragranza, leggerezza e acidità. Presenta un colore giallo paglierino dai riflessi verdognoli; e un profumo intenso in prevalenza floreale. Il vino può avere la specificazione “Classico” soltanto se prodotto con uve raccolte e vinificate nelle zone collinari dei comuni di Soave e di Monteforte d’Alpone. Prende invece la denominazione “Colli Scaligeri” nelle zone di collina non comprese in quella classica. 

Soave Superiore Docg

Si identifica la zona di produzione collinare e la maturazione attraverso un periodo di sosta prolungata in vasche o botti. Il colore è giallo paglierino intenso con riflessi dorati. Il profumo è ampio e floreale. Al palato risulta pieno, avvolgente e delicatamente amarognolo. Il Soave Superiore Docg può avere la specificazione “Classico” soltanto se prodotto con uve raccolte e vinificate nelle zone collinari dei comuni di Soave e di Monteforte d’Alpone. Può avere la specificazione “Riserva” se maturato in botti di rovere per un periodo di 2 anni e immesso al consumo con una gradazione alcolica minima di 12,5 gradi. 

Recioto di Soave Docg

Il Recioto di Soave è stato il primo vino veneto a fregiarsi della denominazione d’origine controllata e garantita (DOCG). Il termine “Reciotoè legato alla forma dei grappoli di Garganega che nella loro parte superiore assumono la forma alata di due orecchie. E' un vino ottenuto dalla pigiatura delle uve sottoposte a un appassimento di almeno 120 giorni.  Questo processo provoca l’evaporazione di parte dell’acqua contenuta negli acini; e un aumento degli zuccheri che, una volta fermentati, forniscono maggiore alcolicità e struttura al prodotto finale. Il colore è giallo brillante. Il profumo è intenso, fruttato, con sfumature floreali. Il Recioto si presta, inoltre, a essere spumantizzato. 

Soave Spumante Doc

Il Soave Spumante DOC viene ottenuto dalla spumantizzazione dell’uva Garganega vendemmiata in anticipo, con l’aggiunta eventuale di una piccola quantità d’uva Chardonnay. Il colore è giallo paglierino con riflessi verdognoli brillanti, mentre il profumo è decisamente vinoso e delicato. Il suo perlage è fine e persistente. Il vino può avere la specificazione “Classico” soltanto se prodotto con uve raccolte e vinificate nelle zone collinari dei Comuni di Soave e di Monteforte D’Alpone. 

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