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Degustando un “Südtirol-Alto Adige Lagrein”

Dopo aver assaggiato un Gewürztraminer e un Sauvignon Blanc Südtirol, torniamo desgustativamente in Alto Adige per lasciarci trasportare dalle uniche e inconfondibili caratteristiche del vitigno autoctono Lagrein. In particolare, abbiamo apprezzato il 2018 dell’azienda Kellerei Auer - Cantine di Ora. 

La zona di produzione

Come già spiegato negli articoli sul Gewürztraminer e sul Sauvignon Blanc Südtirol a far la differenza in questa zona di produzione sono il clima e il territorio: infatti, un microclima alpino mitigato da quello mediterraneo e i terreni dolomitici, calcarei e argillosi, creano in Alto Adige le condizioni ideali per la produzione di eccellenti vini caratterizzati da mineralità, struttura ed aromi unici in tutto il mondo.

Le differenti tipologie di suolo rendendo il paesaggio variegato:  nel raggio di pochi chilometri si passa dagli alberi di agrumi alle guglie montane innevate. L’escursione termica fra il giorno e la notte è molto marcata e favorisce una maturazione elegante delle uve. Le giornate miti e soleggiate, i terreni caldi, la giusta quantità di precipitazioni, le notti fresche e i venti vigorosi rendono i vini altoatesini fruttati e freschi.

Se alle quote medio-alte (fino a 1.000 metri) crescono vitigni impegnativi come il Pinot bianco, il Sauvignon blanc o il Pinot nero che esprimono tutta la loro raffinatezza, nei fondivalle sono i vitigni a maturazione più tardiva, come il Merlot, il Cabernet e, appunto, il Lagrein a dare il meglio di sé.

Questo rosso focoso si produce in tutto il Trentino Alto Adige, anche se la zona più vocata è quella della conca di Bolzano;  in particolare, a Gries, una volta il cuore del Lagrein. 

Il vitigno 

Il Lagrein è il vitigno a bacca rossa più caratteristico e pregiato dell’Alto Adige. Originariamente, come la Schiava, era principalmente prodotto nella versione rosato, ossia il Lagrein Kretzer. Oggi, invece, esprime il proprio potenziale in un rosso elegante, ma allo stesso tempo vigoroso.

Il nome del vitigno ha molteplice origine: alcuni sostengono che provenga dalla Valle Lgarina, da qui la somiglianza con il nome.  Altri, invece, propendono per una discendenza greca, con  passaggio dalla città di Lagaria, in Magna Grecia dove non a caso veniva prodotto il Lagaritanos. Qualcuno, invece, suggerisce l’origine del Lagrein in Francia, nella Borgogna. Anche il Lagrein, infatti, sembra  discendente del Pinot Nero, come il Teroldego.  

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Immagine di: Territori Coop

La foglia del Lagrein si presenta di media grandezza, pentagonale, trilobata. Il grappolo è a forma piramidale, talvolta corto (lunghezza 10 cm circa), tozzo e con 1-2 ali, di media compattezza. L’acino medio è di forma ovoidale, dalla buccia spessa, consistente, pruinosa, di colore blu-nero.

La maturazione è tardiva: avviene solitamente nelle prime due settimane d’ottobre. 

Südtirol-Alto Adige Lagrein - Azienda Kellerei Auer

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L’azienda Kellerei Auer è uno dei marchi del gruppo Schenk, fondato da Arnold Schenk nel 1893 a Rolle con l’intento di creare una rete di cantine di produzione, vinificazione e vendita di vino con sedi in tutta Europa. Oggi il gruppo Schenk vanta cantine di produzione in Svizzera, Francia, Italia e Spagna e una rete commerciale in Germania, Belgio e Regno Unito. 

Nel 1952 viene fondata la Schenk Italian Wineries a Reggio Emilia. Nel 1960 l’azienda trasferisce la propria sede a Ora (BZ), dove prende corpo la Kellerei Auer (uno dei tanti marchi territoriali). Alla base aziendale vi è sempre il territorio e, infatti, i vini della linea Kellerei Auer sono il frutto della grande passione di enologi esperti, legati a questa terra, che selezionano le migliori uve della regione per vini sinceri e di carattere. 

Südtirol-Alto Adige Lagrein - Annata 2018, 13% vol

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Colore:  rosso rubino intenso

Profumi: il bouquet è ampio con note principalmente di frutti rossi - frutti di bosco, ciliegie fresche - ma anche di floreali come la violetta. Al retrolfatto si percepiscono anche leggere note speziate tipiche del Lagrein. 

Gusto: al palato il vino si presenta ancora giovane con note vegetali fresche e delicate. Il calore e la spinta tannica sono, comunque, presenti e avvolgono con vigoria il palato. Rispetto all’olfatto, in bocca a prevalere sono le note più evolute di pepe e liquirizia. La persistenza è buona, con un retrogusto leggermente ammandorlato. 


Vino molto interessante e dal grosso potenziale. Probabilmente bevuto ancora leggermente giovane (con qualche altro mese in bottiglia ne avrebbe giovato), ma comunque d’ottima presenza. Gioca più sull’intensità organolettica che sull’eleganza: il passaggio di 6 mesi in barrique si percepisce, specialmente, nel gusto dove i sentori tipici dell’affinamento si esaltano. Una buona spina acida e una delicata sapidità rendono il vino equilibrato.


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